A proposito di Musica..

20 09 2007

<<La vita senza musica non è vita>>

(Friedrich Nietzsche, La caduta degli dei)

Il significato del termine musica è molto dibattuto tra gli studiosi per via delle sue diverse accezioni e dei molti usi che se ne fanno. Etimologicamente il termine musica deriva da Muse (figure della mitologia greca e romana) e viene accostato al termine sottinteso tecnica, che a sua volta deriva dal greco tecne. Infatti in origine il termine musica non stava a indicare una particolare arte, bensì tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di “perfetto” e “bello”.

La storia della Musica è una storia molto complessa che ha avuto un sua evoluzione enorme nel corso dei millenni. In origine, la parola “musica”, stava a significare “musa”, cioè tutto ciò che è bello, e perfetto. Non c’è stata popolazione o persona che non iniziò a creare, a fare, del ritmo con qualunque oggetto trovato sottomano, perché, il ritmo, sta quasi a riprodurre il primo suono che abbiamo sentito (ritmato), nella nostra vita, quando eravamo ancora nella pancia materna: il battito cardiaco ed il respiro.

Nell’antica Grecia nacque una materia, una scienza, che estraeva anch’essa queste ultime due, la matematica, che è parte fondamentale della musica, come Pitagora capì, per la relazione tra frazione e suono. Platone disse che come la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva servire ad arricchire l’animo, ritenendola una funzione educativa, come la matematica, secondo lui bisognava saper scegliere fra tanto e poco, fra più o meno, fra bene o male, per arrivare all’obiettivo finale. Nel cristianesimo ebbe grande diffusione il canto, perché lo stesso “Cristo” veniva descritto come un cantore insieme ai suoi discepoli: “E dopo aver cantato l’inno uscirono verso il monte degli Ulivi” Matteo (14, 22-26). La musica nel cristianesimo si sviluppa molto nel luogo di culto, la chiesa, musica che veniva suonata per la celebrazione della messa.

Fu nel Medioevo, che furono inventate le note, perché le melodie erano sempre più lunghe e più difficili da ricordare, così nacque l’esigenza di “annotare” sopra il testo da cantare, con dei segni chiamati “neumi” che segnavano la direzione ascendente o discendente della linea melodica. Dai primi aiuti mnemonici, nacque il sistema del tetragramma, attribuito a Guido d’Arezzo (992 c.a.-1050 c.a.).

Dal 1500 iniziò lo sviluppo del sistema tonale che ebbe un delle sue pietre miliari nell’opera di J.S.Bach “Clavicembalo ben temperato” (1722), per proseguire poi nel secolo d’oro della musica classica occidentale (tra il 1750 e il 1850), quando vennero elaborate forme sempre più ricche di musica sinfonica ed operistica, fino a venire radicalmente contestato dalla musica del XX secolo, che esplorò le nuove forme dell’atonalità.

Nel ‘900 ci sono anche formazioni di nuovi generi musicali, come il blues, il country, il rock, il pop, il jazz, il metal, il fusion, ecc. Tutto questo si deve alla rivoluzione tecnologica che inserisce l’altoparlante, l’amplificatore e la batteria.

Gli ultimi anni del XX secolo vedono la creazione di nuovi generi che vanno a rivisitare quelli passati, come ad esempio la musica sacra dei canti Gregoriani, rivisitati in chiave profana.

Quindi la musica ha un’evoluzione che vede la trasformazione, del suo stesso significato, la “perfezione”, che si vede rappresentare in tanti modi diversi e da tante cose diverse, dall’armonia della lira degli aedi a quella della chitarra elettrica del Rock.

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